Incidenti stradali / Soleto

L'incredibile incidente avvenuto a Soleto. Incredulo l'automobilista, che racconta. "Ho avvertito un colpo fortissimo sul cofano"

Veronica Valente
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LECCE - Il coperchio del tombino schizza dall'asfalto carreggiata e travolge un’auto. E’ questo il singolare incidente, come segnalato dal conducente del mezzo coinvolto, Enrico Baglivo, 33 anni originario di San Pietro in Lama, rimasto quasi illeso.

Ha riportato dolori al collo e alla schiena che, stando ai medici del pronto soccorso di Copertino, dove si è recato in serata, passeranno tra dieci giorni grazie alla dotazione di un collare cervicale. Ma la vicenda, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, potrebbe finire in un’aula di tribunale, perché il 33enne attraverso il suo legale (l’avvocato Serena Pugliese) ha diffidato il Comune di Soleto, che risulta proprietario del tratto di strada in cui si è verificato l’incidente.

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Era il 13 giugno ed erano passate da poco le 16,30, quando il malcapitato, alla guida di una Toyota Avensis (intestata al padre) procedeva sulla la provinciale 362 che da Galatina l’avrebbe portato a Lecce, città in cui risiede. “All’improvviso ho avvertito un fortissimo colpo al cofano dell’auto, andato completamente distrutto. Inizialmente ho creduto che a causarlo fosse stata la perdita di una ruota da parte del veicolo, una Multipla, che mi precedeva. Così, ho suonato il clacson per indurre la signora alla guida del mezzo a fermarsi”, ha raccontato il ragazzo.

Gli effetti di un grottesco incidente

A sua volta, la donna credeva di aver preso una grossa buca e, invece, scesa dall’abitacolo avrebbe verificato insieme a Baglivo che la causa era in quel tombino in ghisa trovato sulla carreggiata: al passaggio della Multipla si sarebbe staccato il coperchio, travolgendo così la Toyota. Sul posto è intervenuta la polizia locale di Soleto che dovrà accertare l’esatta dinamica del sinistro. L’auto, come detto, ha subito ingenti danni, mentre per il ragazzo tanto spavento e dolori al collo e alla parte sinistra della schiena. 

“Se fossi stato alla guida di una moto o di una bici, probabilmente non sarei qui a raccontare questa storia assurda. Per fortuna ero in auto e, ho modo di credere che se la distanza dal mezzo che mi precedeva fosse stata maggiore il tombino avrebbe sfondato il parabrezza; dopo l’impatto, avrebbe potuto travolgere altre auto, anziché finire sul marciapiede come è stato.”, ha concluso l’automobilista ancora scioccato. Intanto, il suo avvocato ha diffidato il Comune di Soleto, riservandosi ulteriori azioni legali nei riguardi di altri eventuali responsabili.